Importanti file nascosti nella vostra partizione home

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Cos’è un file nascosto?

I file nascosti sono file e cartelle il cui nome è preceduto da un punto . il quale segnala al sistema operativo che tali file e cartelle sono preferibilmente da nascondere alla vista dell’utente, durante il normale utilizzo delle applicazioni. I Gestori di File (File Manager) e altre applicazioni spesso permettono di essere configurati, affinché possano mostrare questi file normalmente nascosti. Questi file e cartelle nascosti di solito contengono file di configurazione di qualche genere.

Spesso ci si riferisce a questi file, nelle pagine inglesi in modo particolare, come <.dot> file, dot in inglese significa punto.

Perché vale la pena conoscere questi file nascosti?

  • È utile sapere quali file e cartelle nascosti possono tornare comodi per salvare tempo e fatica nel caso in cui sia necessario reinstallare il sistema operativo, magari per un problema hardware, per la corruzione di alcuni dati, per errori nell’utilizzo eccetera.
  • Se si proviene da, o ci si sta trasferendo verso, un’altra distribuzione GNU/Linux questo può essere un’informazione estremamente utile. Questo perché questi file nascosti permettono di configurare il sistema nello stesso modo del precedente nel giro di pochi passaggi. Questo argomento sarà ripreso successivamente.
  • Queste informazioni possono essere anche utilizzate per eseguire un backup dei file di configurazione più importanti, alcuni dei quali richiedono parecchie ore di lavoro per essere realizzati.

Quindi, cosa ci fanno questi file nascosti nella mia /home?

Guardando nella propria cartella /home (indicata con ~/ molto spesso), tramite un programma configurato in modo che mostri i file nascosti, è possibile identificare (e fare il backup di) qualunque cartella e/o file che contenga configurazioni o personalizzazioni, inclusi l’ambiente grafico (DE) od il gestore di finestre (WM) che viene utilizzato, allo stesso modo delle proprie applicazioni.

Alcuni esempi tra queste possono essere: pannelli, orologi, editor di testo, visualizzatori di immagini, lettori pdf e qualunque altra applicazione che possa essere installata e configurata sul proprio sistema. Uno sguardo veloce alla propria cartella ~/.config aiuterà a chiarirsi le idee.

Ecco una guida per iniziare

La seguente guida viene scritta avendo come riferimento un sistema Manjaro Openbox personalizzato. Sono presenti rimasugli di pannelli sperimentati, di lal clock, xbmc e altre cose che non vengono più utilizzate.

Non tutti i file nascosti presenti possono essere utili da copiare direttamente in un nuovo sistema; anzi, cercare di capire a che cosa servono e se possono essere utili può essere un ottimo modo per acquisire esperienza e familiarità con il proprio sistema GNU/Linux.

Questi sono file e cartelle nascosti che possono tornare utili, e che potrebbero servire se copiati in un nuovo sistema; si trovano all’interno della cartella ~/ cioè la propria cartella home.

Cartelle

.config - questa cartella può essere copiata per intero nel nuovo sistema, contiene le configurazioni di tutte le applicazioni, tutti gli ambienti desktop ed i gestori di finestre che sono stati usati. (Si segnala che alcune applicazioni lasciano le proprie configurazioni all’interno della cartella home.)

Si fa notare che qualunque file di configurazione presente in questa cartella non ottiene alcun effetto nel caso in cui l’applicazione a lui legata non sia attualmente installata sul sistema, quindi le configurazioni orfane non sono assolutamente pericolose.

.gimp-2.8 - nel caso in cui si utilizzi GIMP (il numero di versione potrebbe essere differente).

.griffith - per coloro che utilizzano il software corrispondente.

.mozilla - per gli utenti che utilizzano Firefox come browser, questa cartella è molto importante, consente di recuperare tutti gli addon, le estensioni, i preferiti, le impostazioni personali.

È possibile trasferire solo i dati utili copiando il contenuto della cartella

~/.mozilla/firefox/<alphanumeric.code.defaults>/

all’interno della corrispondente cartella nella nuova installazione, il codice alfanumerico contenuto nel nome potrebbe essere diverso ma non bisogna cambiarlo, affinché il browser ritrovi tutte le configurazioni. Infine copiare il file ‘’~/.mozilla/firefox/profiles.ini sostituendo il file originale nella nuova installazione.

.ssh - se si utilizza spesso un client SSH è probabile che esistano configurazioni all’interno di questa cartella.

.steam - nel caso in cui si utilizzi la piattaforma di gaming, copiare questa cartella permette di non dover scaricare nuovamente tutti i giochi e di salvare eventuali configurazioni.

.thunderbird - come per il browser di casa Mozilla, anche il gestore di posta elettronica ha tutte le configurazioni e le estensioni contenute in questa cartella, sarà sufficiente copiarla per evitare di dover riconfigurare tutti gli account.

.themes - questa cartella contiene tutti i temi, può essere comodo copiarla per tornare velocemente all’aspetto desiderato nella nuova installazione, in particolare se sono stati modificati manualmente alcuni temi.

.vim - se si utilizza l’editor di testo Vim, in questa cartella sono contenuti gli schemi di colore aggiuntivi e a volte anche le configurazioni.

.wallpaper - come si può intendere dal nome, contiene gli sfondi utilizzati per il desktop, utile se viene usato feh per scorrere diverse immagini come sfondo.

.worker - contiene tutto il faticoso lavoro di configurazione nel file ~/.worker/config.

.xbmc - se viene utilizzato questo software tutte le configurazioni sono contenute in questa cartella, conviene copiarla.

File

.Xdefaults - se viene utilizzato lal clock, o altre applicazioni che necessitano di questo file, è meglio copiarlo. Nella maggior parte dei sistemi non esiste nemmeno.

.bash_profile - vale la pena tenerlo quantomeno come riferimento. Questo file, per esempio, può essere modificato affinché la macchina si avvii direttamente nell’ambiente grafico senza necessità di login.

.bashrc - se è abitudine modificare questo file, allora è meglio copiarlo, per gli utenti che utilizzano spesso il terminale può contenere moltissime configurazioni e raggiungere una certa dimensione.

.conkyrc - nel caso in cui venga utilizzato Conky come monitor di sistema o decorazione del desktop, è opportuno copiare insieme a questo file gli eventuali file e cartelle legate alle proprie configurazioni di Conky.

.fehbg - se si utilizza feh per impostare lo sfondo del desktop, probabilmente è meglio conservarlo.

.mtpaint - conserva le configurazioni dell’utente per mtPaint.

.vimrc - per coloro che utilizzano l’editor di testo Vim può contenere moltissime personalizzazioni che è meglio non perdere, si consiglia di copiarlo nella nuova installazione.

.xinitrc - un file davvero utile per alcuni utenti, utilizzato per avviare diversi processi al comando startx, può tornare utile conservarlo.

Nel caso di questo file è consigliabile non sovrascriverlo all’interno di una nuova installazione, soprattutto se questa possiede un diverso ambiente desktop; con la dovuta cautela si può prendere come riferimento per la modifica del nuovo file.

Quando si cambia distribuzione

Spesso gli utenti incontrano problemi dovuti alla conservazione della propria partizione home, principalmente per un paio di ragioni:

1. Problemi legati ai permessi (se viene utilizzato un nuovo nome utente per esempio).
2. La presenza di file nascosti misti dovuti ad entrambe le installazioni nella propria cartella home, i quali possono confliggere tra loro.

La seconda ragione esposta sopra potrebbe giustamente far scattare dei campanelli d’allarme. Per alcuni file bisogna prestare attenzione nel copiarli da un’installazione all’altra, in particolare quelli legati al sistema, e non ad un’applicazione specifica installata dall’utente, è il caso del file .xinitrc o del file .bashrc, che esistono in ogni sitema Linux al momento dell’installazione e potrebbero contenere configurazioni specifiche per la propria distribuzione. Ma lo stesso a volte vale anche per .Xdefaults, .Xresources, .bash_profile e .conkyrc.

Il problema può essere risolto cercando di capire a cosa servono le varie configurazioni contenute nei file, aiutandosi con le pagine del manuale a cui fanno riferimento o con le ricerche in internet, nel caso in cui ci sia un piccolo dubbio può spesso essere una buona idea mantenere entrambi i contenuti ed unirli in un unico file.

Se non si è in grado di distinguere cosa possa migliorare e cosa danneggiare il sistema, è meglio non sovrascrivere i file in un’installazione di una distribuzione differente, o se la stessa distribuzione viene installata con un altro ambiente desktop. Il team di Manjaro ha affrontato questi problemi (inclusi quelli con i permessi) come può essere letto nel seguente link: [1]

Nota: Se si possiede un qualche file nascosto importante, prima di applicare il metodo sopra linkato, è consigliabile effettuare un backup; poiché i file verranno sovrascritti.

Cancellare TUTTI i file nascosti dalla propria cartella home

Attenzione: Utilizzare il seguente metodo con estrema cautela, poiché cancellerà ogni file nascosto all’interno della cartella in cui viene utilizzato!
Suggerimento: Per assicurarsi di essere nella propria cartella home, lanciare dalla finestra di terminale il comando cd, senza nessun altro carattere a seguito.

Un possibile metodo di comportamento è quello di eseguire un backup di tutti i file nascosti (o dell’intera cartella home) possibilmente su un dispositivo esterno, dopodiché si possono rimuovere tutti i file nascosti e le cartelle nascoste con il seguente comando:

sudo rm -rf .??*

L’opzione -rf consente di rimuovere ricorsivamente le cartelle e evita le richieste di conferma prima di rimuovere file protetti. L’argomento .??* consente di selezionare tutti i file che cominciano con un punto e che a questo fanno seguire almeno due caratteri, di modo da evitare che vengano selezionate anche la cartella corrente . e la cartella superiore ...

Nota: Se si sceglie di eseguire la riga indicata dopo aver dato il comando su, assicurarsi di essere ancora nella propria cartella home. Ci si potrebbe infatti trovare nella cartella home dell’utente root e cancellare quindi i file nascosti nella cartella sbagliata. Per vedere dove ci si trova da terminale eseguire il comando pwd e assicurarsi che l’output corrisponda a /home/<username>. Si ricorda che dopo aver dato il comando su si può omettere il termine sudo all’inizio della riga sopra indicata.

Supporto

Il seguente è un link alla pagina di riferimento del Forum Internazionale dove si possono postare suggerimenti o commenti relativi a questa pagina wiki: [2]