Introduzione al Partizionamento

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Panoramica

Il partizionamento permette di dividere un disco fisso, quindi un volume fisico, in più partizioni, cioè volumi logici, che sono utilizzabili dai sistemi operativi (quasi) come dei dischi indipendenti.

Manjaro permette il partizionamento del disco dal proprio software grafico di installazione nel caso in cui si scelga di utilizzare una live dotata di interfaccia grafica, per quanto riguarda la NET edition sono invece presenti i software di partizionamento da riga di comando più diffusi: GNU Parted, fdisk e cfdisk. Data questa possibilità verranno spiegate brevemente le potenzialità e le caratteristiche delle tabelle di partizioni e del partizionamento manuale.

Potenzialità

Dividere il disco fisso in un certo numero di partizioni può essere utile per differenti scopi:

  • adeguare il proprio disco in base alle richieste dei diversi sistemi operativi, che possono necessitare di partizioni dedicate, per esempio una per i file di avvio ed una per il sistema stesso;
  • permette di installare diversi sistemi operativi sullo stesso disco fisso;
  • consente di dedicare diverse partizioni del disco a diversi scopi, a volte in comune tra i diversi sistemi operativi installati, può essere il caso di una partizione di swap comune a più sistemi Linux oppure una partizione di archivio dati condivisa e leggibile da tutti i sistemi operativi utilizzati;
  • agli utenti più esigenti consente di dedicare diverse partizioni alle diverse parti del sistema, magari con opzioni adatte all'utilizzo particolare di ogni singola partizione.

La Tabella delle Partizioni

La tabella delle partizioni è lo strumento che definisce e memorizza le caratteristiche delle partizioni delle partizioni presenti sul disco, è unica per l'intero disco fisso. Attualmente sono diffusi due tipi di tabelle di partizioni: GPT ed msdos. Per vedere nel dettaglio le loro caratteristiche si rimanda alla pagina Wikipedia per GPT ed msdos.

Vengono elencate le differenze principali e più importanti dal punto di vista pratico:

  • la tabella GPT viene utilizzata principalmente da sistemi che utilizzano l'avvio tramite firmware EFI, mentre la tabella msdos viene utilizzata da sistemi che utilizzano l'accoppiata BIOS/MBR;
  • la tabella msdos permette la presenza di un massimo di quattro partizioni primarie, una di queste può essere utilizzata come partizione estesa e contenere molteplici partizioni logiche, invece la tabella GPT permette di creare un grande numero di partizioni corrispondenti a quelle primarie;
  • la tabella msdos permette la formattazione di dischi di dimensioni non superiori a 2 TB, mentre la tabella GPT permette dimensioni fino a 8 ZB.

Prima di cambiare la tabella delle partizioni bisogna quindi capire che tipo di sistema si possiede, se EFI o BIOS, e scegliere di conseguenza. Nel caso in cui la tabella delle partizioni sia già presente, oppure sia obbligata dal tipo di sistema, bisogna aver presenti le caratteristiche e le limitazioni esposte sopra, al fine di evitare problemi ed errori.

Tabella msdos: Partizioni Primarie e Logiche

Nella tabella di partizioni del tipo msdos sono presenti due tipi principali di partizioni, le partizioni primarie e le partizioni logiche. Le partizioni primarie sono limitate a quattro, e per avere un numero maggiore di partizioni (fino a 60 circa) bisogna ricorrere ad una partizione estesa, che prenderà il posto di una partizione primaria, che può contenere un buon numero di partizioni logiche. Un sistema Linux può essere installato senza problemi all'interno di una partizione logica. Un semplice schema aiuta a capire meglio il concetto:

Partitions.png
(si ringrazia LinuxQuestions.org)

Convenzioni e Linee Guida

La convenzione per l'assegnazione di nomi ai dischi ed alle partizioni è molto semplice, il nome è composto da: sd+[lettera volume]+[numero partizione], le lettere che indicano i volumi sono in ordine alfabetico partendo dal primo disco a cui è assegnata la lettera a, allo stesso modo le partizioni di un disco sono numerate in ordine crescente a seconda della loro posizione sul disco. L'ordinamento dei dischi è deciso dal BIOS per quanto riguarda i supporti connessi tramite le porte ATA/SATA del computer, finite le porte "interne" vengono ordinati i dispositivi connessi tramite porte USB; il primo disco del sistema, nonché unico per molti portatili, è denominato sda. Le partizioni sono ordinate alla loro prima creazione, ma può succedere che i numeri perdano regolarità; per esempio nel caso in cui si abbiano tre partizioni, si cancelli la prima e si allarghi la seconda a coprire lo spazio appena liberato, probabilmente ci si troverà ad avere una partizione sda2 ed una sda3, ma non sarà presente una partizione sda1.

Nei sistemi BIOS/MBR, a differenza di Windows, per l'installazione di Linux non è importante il tipo di partizioni utilizzato, se Logiche o Primarie, e non dovranno nemmeno essere tutte dello stesso tipo, si può installare il sistema liberamente su una qualunque combinazione delle partizioni a disposizione.

Nonostante il metodo di installazione automatica, di predefinito, crei delle partizioni separate (di solito) per "/" e "/home", questa divisione non è assolutamente necessaria. Si può installare il sistema su di un'unica partizione, oppure su numerose partizioni a seconda delle esigenze. Il principale vantaggio (per l'utente medio) nell'avere partizioni separate consiste nella più semplice conservazione di parti del sistema, che ad un'eventuale reinstallazione possono essere recuperate; lo svantaggio è la maggior facilità con cui queste partizioni si possono saturare se vengono valutate male le dimensioni necessarie al loro utilizzo.

L'unica partizione che è in generale consigliabile avere sul proprio disco, oltre a quella/e di sistema, è la partizione di swap che viene utilizzata per la sospensione su disco, nota come ibernazione, e deve essere quindi di una dimensione pari a quella della memoria RAM presente sul computer. Un altro utilizzo della partizione di swap, inizialmente era l'utilizzo principale, è quello equivalente ai file di paging su Windows, quindi l'estensione della memoria RAM del computer sul disco fisso. Nel caso in cui il computer disponga di una memoria RAM limitata, minore od uguale ad 1 GB, è consigliabile assegnare il doppio della dimensione della memoria RAM alla partizione di swap, e non più la stessa dimensione.

Tutte le partizioni, tranne quella di swap, possono essere contrassegnate come avviabili e possono contenere i file di avvio di GRUB, il bootloader di Manjaro, nonché bootloader standard per le distribuzioni Linux.

Due installazioni di sistemi Linux differenti possono condividere la partizione di swap e la partizione di GRUB, è però necessario fare attenzione a quando si utilizza la funzione di ibernazione; dopo aver ibernato un sistema infatti non si potrà utilizzare la partizione di swap sull'altro senza perdere lo stato di salvataggio del primo sistema.

Voci correlate